Ca' MurĂ  borgo dal 1034

Il borgo

Fin dall’ XI secolo nell’area insistevano piccole comunità benedettine, precedenti al successivo Monastero francescano. Ciò che ci è pervenuto è l’Oratorio di Santo Stefano e Sant’ Eurosia (1.100 circa), per secoli appartenuto alla famiglia Petrobelli.

Oltre alla Chiesetta nella foto si notano le tipiche due “boarie”, le case del bracciante, del “gastaldo”, del “casolino” e del “sensaro”. Le due “boarie” (di ponente e di levante) sono posizionate esattamente alla stessa distanza rispetto alla Villa (500 metri), entrambe sono rivolte a mezzogiorno (come la casa padronale per ovvie ragioni di luminosità) e vi alloggiavano le famiglie dei conduttori dei buoi (“boari”).

Nella casa bracciantile abitava la famiglia del conduttore di alcuni terreni agricoli: lineare e con facciata sulla strada ha le camere da letto nel corpo attiguo a due piani. Il capo dei contadini o mezzadro (“gastaldo”) risiedeva con la sua famiglia in una graziosa casetta ancora adesso con l’immutato fascino dell’Ottocento: abitata fino al secondo Dopoguerra l'ultima moglie si chiamava Giuditta e ha dato nome attuale alla casetta.

C’era spazio anche per i cavalli e l’abitazione del loro conduttore (“sensaro”) -anch’essa dotata del proprio pozzo- è semplice e affacciata in via Ca’ Murà.

Infine per il sostentamento della gente del borghetto non poteva mancare il pizzicagnolo (“casolino”): il bianco edificio è posizionato nell’angolo fra via Ca’ Murà e via Merano ed è inglobato nel muro di cinta della Villa affermandone la tessitura di mattoni nel basamento. Questo negozietto lavorava tramite il baratto e fino al secondo Dopoguerra era ancora usata la panca fuori dall’uscio per scambiare alcune chiacchiere in compagnia.

Ciò è solamente la semplice enumerazione degli edifici che connotavano urbanisticamente e socialmente il borghetto dato che i Conti Petrobelli (che risiedevano nell’omonima Villa) erano proprietari di una notevole quantità di terreni anche al di fuori del borgo in senso stretto. Costoro detenevano campi, broli, chiesure, cortivi ed altri edifici ancora: tutti possedimenti utilizzati per le più svariate finalità agricole.

 
 
Powered by w-easy