Villa Petrobelli

La villa

A pochi chilometri da Padova e da Abano Terme si trova Villa Petrobelli. Fin dall’ XI secolo la zona (malsana e paludosa) era occupata da una piccola comunità dell’ordine benedettino (loro Regola: “Ora et labora”) e in documenti coevi si ritrova il toponimo “Ca’ Murà“ o “Casa murada” derivante fin da allora dalla presenza di un lungo e robusto muro di cinta.

La Villa di costruzione tardo seicentesca è da sempre appartenuta alla nobile famiglia Petrobelli che qui nei suoi vasti possedimenti ha proseguito l’attività iniziata dai benedettini di rassodamento e bonifica dei terreni.

Da ricordare alcuni fatti salienti. Nell’Ottocento la nobildonna Eloisa Petrobelli fu moglie dell’affermato architetto neoclassico Giuseppe Jappelli, autore fra le molte sue opere del celebre Caffè Pedrocchi a Padova. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Villa fu occupata dalle truppe tedesche che ne fecero a lungo il Comando della zona (ancor oggi sono conservati oggetti del tempo). Infine durante il Novecento la tenuta, dato il refrigerio della campagna e i lavori agricoli da sovrintendere, fu utilizzata dai conti Petrobelli quale dimora estiva.

Gli ultimi tratti di mura rimasti ora circondano la Villa e il parco in cui la storia, le attività umane e l’espressione spontanea della natura convivono in una sorta di equilibrio e di armonia.

Il giardino a noi pervenuto è appunto la somatoria di un lunga commistione fra la natura e l’uomo. Si può perciò affermare che sia disegnato secondo lo stile romantico, che possiede un patrimonio verde con oltre 100 specie arboree ed erbacee censite e si segnala la presenza di molti rari alberi secolari e monumentali: da 45 anni è seguito dal proprietario Sergio Chiesa Petrobelli, già curatore dell’Erbario dell’Orto Botanico di Padova.

Elenchiamo semplicemente alcune specie:

  • Platanus orientalis (la cui “margotta” proviene dal platano del 1680 dell’Orto Botanico)
  • Populus pyramidalis (Pioppo cipressino)
  • Hemerocallis fulva
  • Hemerocallis flava
  • Bouganvillea sanderiana
  • Bouganvillea gladra
  • IPOMOEA learii
  • IPOMOEA pandurata
  • Fuchsia boliviensis
  • Erythrina crista-galli
  • Stratiotes aloides
  • Caesalpina sepiaria
  • Ehretia
  • e tante altre.

Al centro del giardino è possibile ammirare una grande aia ottocentesca (“selexe”, un tempo adibito all’essiccamento delle granaglie), recentemente recuperata. Completano l’apparato vegetazionale il brolo, il bosco e il parco.

Il brolo è rappresentato dall’insieme di alberi da frutto; il bosco datato 1970 è formato da una fitta teoria di alberi a medio fusto delle più svariate specie; infine il parco di recente impianto è costituito da una sperficie di circa due ettari con un grande ellisse centrale libero contornato da decine di alberi ad alto fusto, alcuni vere rarità.

 
 
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